Unesco
Basilica di San Francesco
Qui sono conservate le "sacre particole"

La storia della Basilica di San Francesco è una delle più travagliate della città.

La prima chiesa risale al 1228, appena due anni dopo la morte del santo cui è intitolata. Un secolo dopo, nel 1326, prese avvio il progetto attuale, una “fabbrica” che non ha cessato di operare fino all'inizio del XX secolo: dopo un altro secolo fu affidato ad uno dei grandi artisti senesi, Francesco di Giorgio Martini, il progetto di ampliamento della chiesa e di realizzazione di un bellissimo portale, che oggi si trova non più sulla facciata, ma all'interno.

Distrutta da un incendio nel 1655, rifatta in stile purista da Giuseppe Partini fra il 1885 ed il 1892, portata ad aspetto definitivamente falso gotico nel 1913, la Basilica di San Francesco ha da allora trovato una sua “pace” ed ospita una formidabile raccolta di opere d'arte di scuola senese, fra i quali l'Incoronazione della Vergine, iniziata dal Sassetta nel 1447 e terminata da Sano di Pietro nel 1450, la Natività di Cristo del Sodoma, due affreschi di Ambrogio Lorenzetti, la Crocifissione di Pietro Lorenzetti. 

La Basilica conserva anche le “sacre particole”:  il 14 agosto 1730 al tabernacolo della Basilica di San Francesco dei ladri trafugarono una pisside d'argento contenente 351 ostie  consacrate; le Particole furono ritrovate provvidenzialmente dopo appena tre giorni (il 17 agosto) in una cassetta per elemosine nel Santuario di Santa Maria in Provenzano e riportate in San Francesco con una solenne processione. Da allora, nonostante il trascorrere del tempo, continuano a mantenersi integre e fresche, come testimoniato dai regolari esami a cui vengono sottoposte.

La imponente struttura della Basilica comprende anche due grandi chiostri, una cripta che è oggi adibita a biblioteca universitaria, e l'Oratorio di San Bernardino.